Aquilone

scritto da Giullare della morte
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Autore del testo Giullare della morte

Testo: Aquilone
di Giullare della morte

Siamo fioriti assieme ad altri fiori su di un delta di cemento e ferro, e la parola era già di ruggine. La fiumana di macchine debordava sui letti d'asfalto e ci inghiottiva e risputava con un altro anno paludato sul viso.Avevamo ancora della linfatica droga inoculataci a dosi massicce nella buia incubatrice materna, e questo ci tirava su; ma già il sogno sentiva sulle spalle striminzite il peso dell'obesa e forbita realtà. Tutto aveva la forma di caliginosa ubiquità, ma le nostre labbra avevano voglia di raccogliere dalle labbra delle ragazze un frutto di bosco sciolto nel rossetto, e così per un attimo assaporare un'anteprima del peccato.Attorno a noi non c'erano altro che steli fatti di calcestruzzo e vernice a sorreggere il cielo, con la gente ad abitarli. I voli dei zigzanti e sfarfallanti aquiloni erano sorretti nel volo dai nostri occhi: grandi e colorati aquiloni a schivare le antenne e i tetti di cemento. Antenne usate come mani ad applaudire gli ipnotismi eterici e la magia profusa dalla new economy.Cielo che a noi compariva in inframezzati mosaici, arazzi pallidi, con gli orizzonti al di là dei ghetti murali; e con gli occhi a seguire sempre il zigzagare degli aquiloni per sostenerli, accusando però i primi affanni.Il mare ci ossigenava e puliva dalle scorie; e poi rientrare nella giungla di asfalto e cemento, tenendo stretto fra le ciglia una goccia di rugiada salina per non dimenticare che la speranza va dissetata ogni giorno. E non si potevano abbattere, i muri, se non aggirarli, mettendo gambe e fiato ai pensieri.Intuivamo la momentanea morte del sole quando un colore vinaccia si adagiava come un srotolato tappeto sull'asfalto, sul quale camminava il cupo ma trionfante buio a ombrarci il fato.Siamo sfioriti con il passare del tempo, come fa un fiore nei liberi campi che però ha visto solo la seminazione da parte del cielo notturno di stelle e lune. Non come noi, che abbiamo visto la prima semina di parallelepipedali galassie incastonate di luci al neon e lune fatte di tetti, e riflettere un lucore smorto della luna alzarsi, ben visibile anche alla luce del giorno. Dopodiché, con il passare degli anni, l'immancabile cadere, lo schianto a terra dell'aquilone...Portandosi dietro i nostri occhi...
Aquilone testo di Giullare della morte
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